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Il venditore di rose di Dario Sardelli

 

 

Articolo di Carla Murialdo

Nella mia ricerca di autori poco conosciuti spesso trovo dei bravi scrittori e con Audible anche dei bravi lettori che riescono a fare immedesimare il lettore ancora di più tra le pagine del libro. Ogni scrittore deve trovare un protagonista delle sue storie, chissà perché, sempre più originale. Piersanti lo è: a causa di una malattia non ha stimoli. Vive secondo i ritmi di un orologio che gli ricorda di bere, di muoversi e anche di far pipì. Però nel suo lavoro è bravo. Quando viene trovato morto un bengalese, venditore di rose, dal quale la sera prima aveva comprato i fiori per la sua compagna, non riesce a rimanere distaccato deve indagare e deve trovare l’assassino. Tra immigrati clandestini e spaccio di droga troverà il colpevole.

 

Piersanti Spina, vicequestore a Tor Pignattara, non sente il freddo, non sente il caldo, non sente nemmeno i pugni e le ferite. La sua è una malattia, eppure ci sono colleghi che lo invidiano, altri che lo guardano con sospetto, altri ancora che trovano la cosa divertente. In ogni caso, fra i poliziotti è una leggenda. È la notte di San Valentino quando in un parco della periferia capitolina viene scoperto il cadavere martoriato di un venditore di rose bengalese. Qualcuno ha infierito su di lui con un’arma affilata. Cosa si prova a essere pugnalati? A Piersanti Spina la domanda viene in mente quasi subito. E non è strano, perché, se fosse accaduto a lui, non se ne sarebbe nemmeno accorto, a causa di un’insensibilità congenita che gli impedisce di percepire il dolore. Roba che di tanto in tanto lo fa sembrare un superuomo, e spesso lo mette nei guai. Perfino la sua squadra, gente bizzarra a essere sinceri, pare indecisa fra il timore e l’ammirazione nei suoi confronti. Ma quello che molti credono un dono per Piersanti è un incubo: è sempre «sotto anestesia» e, ironia della sorte, ha una compagna anestesista. Lui, però, ha imparato a convivere con il suo problema, e come investigatore ha talento. Non è il tipo che si spaventa per le minacce, da qualunque parte arrivino, in più sa muoversi tra le ombre di una borgata, fra le più romane di Roma, dove ciò che pare impossibile diventa probabile. Anche chi ha ucciso il venditore di rose avrà modo di rendersene conto.

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